Monday, 5 January 2009

SIX RED CARPETS - NIGHTMARES + LULLABIES

Autoproduzione (2008)

Nightmare + Lullabies è un buon lavoro, soprattutto se si tiene conto che è interamente autoprodotto. Bei suoni (stupenda l'introduttiva "The weaver call"), buon inglese del cantante Mills e ottima mistura di pop stile anni novanta con sfumature rock percepibile da subito come nel brano "Words forgetting, words forgot". I Six red carpets continuano, in questo loro viaggio in bilico tra i più maturi Placebo e i migliori Smashing Pumpkins, a proporci piacevolissimi brani come "Angels Vanity" davvero avvolgente nel ritornello, o come "Bring me noise". La pecularietà che più mi ha colpito di questo lavoro è la grandissima cura per gli arrangiamenti, oserei maniacale. Ogni brano ha delle precise caratteristiche sonore, pur non perdendo l'impronta sonora ben definita che i Six red carpets hanno confenzionato per questo loro album, ascoltate la stupenda "I was there" e poi mi fate sapere.

Unica pecca è la undicesima traccia "The dream of / Billy Kite". Il tema portante e di apertura della canzone è, come dire, preso in prestito da "1979" dei sopracitati Smashing Pumpkins. Le due canzoni si assomigliano ben poco, ma il caratteristico tremolante suono di "1979" ci sta tutto.

Ma apparte questa leggerezza, i Six red carpets sono una band valida, matura e con buone idee e ben suonate. Infatti perfetta in chiusura vi aspetta "Asphalt song", acustica ballata per chitarra e pianoforte, dolce e malinconica, a voi l'ascolto.


... All for me and myself alone, It's the art of making a dreams, It's the meaning of being free...

POSTED BY
Mimmo Belardo

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