Articolo di: Massimo Sannella Del 08/10/08
Sunday, 19 October 2008
SIX RED CARPETS Nightmares + lullabies Autoproduzione 2008
Prendo spunto da questa pubblicazione “sonora” per un libera riflessione su una categoria così radicale di musicisti com’è quella degli Internauti , da quel sorprendente concetto di non-luogo fisico, proprio dell’” u-topia” escatologica. Quei musicisti fuori pista che per “ necessità virtù” immettono nel virtuale il frutto della loro creatività fabbricata dentro uno spazio proprio, morsi come sono dalla frenesia di muoversi, affermarsi, di andare sempre oltre per far sentire la loro musica che nasce calda, passa attraverso files gelidi, e una volta scaricata si ricompone in tutta la carnalità da cui è partita. E per l'appunto da uno di questi download arriva il rock grigioperla di “Nightmares + Lullabies” dei milanesi Six Red Carpets; interamente cantate in inglese e presentate da un videoclip sfizioso, le 13 takes mordono la panacea dei fine anni 80, e la band non ne ha appreso soltanto la coraggiosa ricerca sonora, ma anche la solida attenzione per la forma canzone. In effetti Mills, Majlco e Leaf (i tre SRC) sembrano quasi citare – a tratti con ironia – le qualità più commerciali di quel genere, per seguire a loro volta una strada ricca di atmosfere rarefatte e melodie nascoste tra pizzichi di noise chitarristico e ritmiche efficaci, unita da un’ottima tenuta vocale che si rapporta egregiamente col resto. I milanesi stringono in pugno le sonorità della post new wave quella più creativa e meno mascarata: “ Words forgetting, words forgot - Angel’s vanity- Fall asleep” e quelle tenui sperimentazioni evanescenti di stampo Radiohead fuori catalogo :” Twenty two and the charm of gravity - I was there – Bring me noise ( fulminante nel bell’impasto di chitarra cavalcante). Il risultato è tutt’altro che contraddittorio: in queste tracce convivono due modi di intendere le sfumature del grigio, ma senza i trucchi e i merletti della coda di quegli anni; e quelle sfumature poi finiscono ad incontrarsi nel coagulo di due piccole gemme “Vanilla scent – aria ed elio in sinfonia, e Asphalt song, arpeggiato di delicatezza andante, che sa di cartazucchero sbiadita dalla malinconia”. I Six Red Carpets diffondono il loro suono vitale attraverso file da scaricare, e garantiscono che l’operazione è avulsa da tranelli e virus vari. Attenzione, nulla di più falso: una volta che avrete downloadato queste tredici tracce, il virus c’è, è quello del piacere
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